Il Belfast Harp Festival del 1792
Nel luglio del 1792, voluto dal capitano O'Neill, si tenne a Belfast il festival degli arpisti irlandesi. Fu un evento nella storia dell'arpa celtica, per vari motivi: il primo, che l'arpa all'epoca era uno strumento d'élite, gli arpisti erano spessissimo itineranti, viaggiavano soli, al più accompagnati da un valletto (perché l'essere arpisti non era sinonimo di ricchezza), e non era mai accaduto di vederli riuniti a suonare insieme, se non in qualche primo tentativo di realizzare questo stesso festival; poi perché la musica per arpa, a cinquant'anni dalla scomparsa di uno dei suoi più grandi esponenti, Turlough O'Carolan, andava scomparendo, ed era tramandata per lo più oralmente; infine perché nella sua lungimiranza il Capitano O'Neill pensò di incaricare un organista di Dublino, Edward Bunting, di trascrivere le musiche che venivano suonate. Poiché gli arpisti intervenuti, in tutto undici, erano alcuni tra gli ultimi depositari della tradizione per arpa, grazie alla presenza di Bunting ora disponiamo di un ampio repertorio di musiche (ed un poco di tecniche) per arpa celtica tradizionale. Gli arpisti intervenuti furono:
Dennis Hempson,
Irlandese di anni 97, cieco
Arthur O'Neill, Irlandese di anni 58, cieco
Rose Mooney, Irlandese di anni 52, cieca
Daniel Black, Irlandese di anni 75, cieco
Hugh Higgins, Irlandese di anni 55, cieco
Patrick Quin, Irlandese di anni 47, cieco
Charles Fanning, Irlandese di anni 56
Charles Byrne, Irlandese di anni 80
James Duncan, Irlandese di anni 45
William Carr, Irlandese di anni 15
Williams The Welshman, Gallese di età sconosciuta.
Per i tre giorni della
durata del Festival, nel periodo della festa della presa della
Bastiglia (molto sentita a Belfast), le vie adiacenti la più
grande borsa del Cambio furono pervase dalla musica per arpa,
proveniente dai palchi allestiti alla bell'e meglio negli angoli
delle piazze. Tra essi, Bunting correva da una parte all'altra
con il suo taccuino per trascrivere quelle meravigliose melodie.
Purtroppo, e vale anche per il resto della musica irlandese a noi
pervenuta, è rarissimo che insieme alla melodia sia stato
tramandato anche l'accompagnamento, perchè è spesso molto meno
orecchiabile, cantabile, trascrivibile. E' il più grosso limite
della tradizione orale. Bunting si accorse subito che questi
arpisti adottavano particolarissime tecniche, perché le loro
arpe, avendo un suono molto lungo dato dalle corde di metallo,
abbisognavano oltre che di una tecnica per pizzicare le corde, di
una tecnica per fermarle. Tuttavia, preso dalla necessità di
trascrivere la musica, poco ci ha lasciato della tecnica, che si
è quasi totalmente perduta. Inoltre, delle sue tre edizioni di
quelle musiche, gli accompagnamenti sono quasi tutti composti da
lui sulla base di ciò che ricordava, e perciò differenti nel
tempo (da cui si dedurrebbe che la prima delle tre edizioni sia
la più fedele), e necessariamente da interpretare. Senz'altro si
noterà che ben sei degli undici arpisti presenti al festival
erano ciechi. Ciò si spiega col fatto che molti di loro in
gioventù non avevano probabilmente né sperato né immaginato di
diventare arpisti, ma nell'Irlanda poverissima di quel periodo
nascere o diventare cieco lasciava ben poche prospettive di
lavoro, e quindi di sostentamento. Diventare musicisti, ed in
particolare arpisti (in quanto l'arpa ha le corde, e quindi le
note, tutte alla stessa distanza), con i ben noti vantaggi dati
ai ciechi per il senso del tatto e dell'udito, diventava una
alternativa possibile se non unica.
Il festival aveva inoltre una connotazione di celebrazione dei
cinquant'anni (circa) dalla scomparsa di Turlough O'Carolan. Ciò
non andò a genio a Dennis Hempson, il più anziano degli arpisti
presenti, e a quelli della sua "fazione". Dennis
Hempson era un personaggio particolarissimo: già al festival
aveva novantasette anni, ma visse fino a centododici; aveva le
unghie ed i capelli lunghissimi, e al festival accese un
dibattito sulla purezza della tradizione irlandese: sosteneva che
O'Carolan, dopo il suo viaggio in Italia e l'incontro con
Geminiani aveva inquinato la purezza sia della tradizione
irlandese che della tecnica dell'arpa. Ciò accese la scintilla
di una gran competizione all'interno del festival, che vide però
vincitrice di gran parte dei premi messi in palio dal Capitano
O'Neill, proprio la scuola di O'Carolan (cfr. Groove Concise
Dictionary, 1950).