L'arpa celtica (o diatonica)
L'arpa celtica è uno strumento a corda usato nell'area celtica tra il medioevo e il XVII° secolo, sia come strumento di accompagnamento della voce o di altri strumenti solisti, sia come strumento solista essa stessa. E', tra gli strumenti antichi, il più completo, perché permette di eseguire insieme sia le melodie, sia l'accompagnamento. L'arpa più tradizionale, l'arpa dei bardi, aveva da 30 a 32 corde, e con questo numero di corde è possibile suonare non solo tutta la musica celtica, ma tutta o quasi la musica popolare. E' per questo che troviamo l'arpa di tipo diatonico (cioè con solo le note corrispondenti ai "tasti bianchi" del pianoforte) anche presso i popoli più disparati, l'avevano gli egiziani, le popolazioni asiatiche, si è diffusa parecchi secoli orsono nel sud america. E in ogni paese ha cambiato forma, dimensioni, modo di essere suonata. Ma non ha mai perso il suo immenso fascino. Quando pensiamo all'arpa la associamo subito ad un suono dolce e carezzevole. Non a caso l'arpa classica è utilizzata sì in orchestra, ma anche per le musiche natalizie e le ninna-nanne. Ma non è stato sempre così. Ora anche l'arpa celtica ha spesso le corde dell'arpa classica e ne ha ereditato il suono dolce, ma una volta, al tempo dei bardi, l'arpa aveva corde di bronzo, o acciaio armonico, o comunque di metallo. Anche l'odierna tecnica "a polpastrello" deriva da questo "cambio di corde", i bardi infatti utilizzavano in gran parte le unghie, al punto che la punizione per un bardo che non avesse soddisfatto o avesse addirittura contrariato il proprio mecenate, consisteva nel taglio delle unghie, il che voleva dire per lui non mangiare, o almeno dover stringere la cinghia finché non fossero ricresciute. L'arpa con le corde metalliche possiede un suono molto più incisivo e brillante di quello che conosciamo: può più spesso suonare da sola, al punto che nelle mani di un bravo arpista può dare l'impressione che siano più strumenti a suonare contemporaneamente. L'arpa con le corde di budello, o nylon, si presta molto ad accompagnare il canto, o strumenti solisti. Il suo matrimonio più felice è forse quello con il flauto.